Sviluppato da Dead Mage e pubblicato da 11 Bit Studios, Children of Morta è un gioco che ha fin da subito attirato la mia attenzione, sia per la categoria roguelite, che per via delle scenografie in una pixel art davvero dettagliata. L’ho testato per voi (oltre che averne visto assiduamente dei gameplay di uno dei miei youtuber stranieri preferiti) e posso ora darvi le mie impressioni.

Indice

Storia

La famiglia Bergson è a difesa della montagna sacra Morta, da generazioni e generazioni. Un giorno però, la corruzione colpisce questa montagna, e l’unico modo per liberarsene è andare a investigare, mettendo a repentaglio le proprie vite nel processo.

La storia in sé ha un inizio ed una fine a lungo termine, suddivisa in zone da completare in più run, con una narrazione nel frattempo piuttosto articolata (che lo differenzia da giochi come Isaac e Gungeon), e va ad influenzare anche il gameplay in modo anche abbastanza importante, ma di questo ne parlerò più avanti.

Gameplay e meccaniche

Il gioco è strutturato in un modo molto simile ad un Diablo, ma con meno fronzoli: vista dall’alto, abilità differenti, classi diverse. Ci sono molte sostanziali differenze, però: i personaggi per migliorare non hanno possibilità di trovare equipaggiamento se non quello temporaneo (oggetti passivi e oggetti attivi), e le uniche cose che rimangono anche dopo la “morte” (che viene anche contestualizzata) sono i livelli del personaggio e le abilità potenziate.

Le uniche similarità con altri roguelite sono praticamente le bossfight di fine zona: interessanti e impegnative.

La casa dei Bergson sarà il nostro hub, nonché luogo dove comprare buff a lungo termine e ricevere informazioni sulla storia.

Le abilità

Ogni personaggio, membro della famiglia, ha delle abilità uniche per il combattimento che andremo a sbloccare facendolo salire di livello nei vari dungeon. Dopo alcuni livelli, però, ogni membro potrà sbloccare anche dei perk che andranno a potenziare tutti i membri della famiglia, come per esempio la probabilità critica, la velocità di movimento, e così via.

Le abilità spaziano da buff, ad attacchi ad area, fino a passive che permettono di attaccare più a lungo, resistere di più e quanto altro; ogni personaggio ha un set di abilità veramente unico dall’altro, rendendo l’uso di ogni personaggio davvero piacevole.

Per evitare che una persona usi solo un personaggio hanno anche implementato una meccanica molto interessante, che riduce drasticamente le statistiche dei personaggi per essere stati “troppo a contatto col male”, incentivando il cambio di personaggio, meccanica secondo me ben congeniata.

Morte? Morta?

Scherzi a parte, la morte durante un dungeon non comporterà la morte reale del personaggio, ma un ritorno alla dimora, contestualizzato dai frammenti di cristallo che gli avventurieri portano con sé durante l’esplorazione.

Inoltre, anche se non moriamo, alla fine di una zona verremo comunque portati nella casa, per “riferire agli altri membri” e quindi proseguire con la trama, sbloccando gradualmente gli altri personaggi e permettendoci di acquistare altri potenziamenti con i soldi raccolti nel dungeon.

Come detto in precedenza, il ritorno alla casa comporterà la perdita di tutti gli oggetti passivi e attivi accumulati durante la run.

Eventi

Proseguendo per la campagna del gioco ci imbatteremo in particolari eventi, tra cui combattimenti extra, protezione di un npc o quanto altro, inerenti alla storia. Implementare questo in un gioco dove comunque la conformazione dei livelli è generata casualmente non è cosa da poco, e ho apprezzato il modo abbastanza naturale in cui si passa dalla parte “trama” alla parte “roguelite”. Completare gli eventi è incentivato da parecchie ricompense per la run corrente.

Grafica ed effetti sonori

Un punto a favore per il livello di dettaglio dei paesaggi e della dimora dei Bergson, davvero stupenda e ben realizzata.

Una cosa meno positiva sono però i modelli dei personaggi, a mio parere troppo semplificati rispetto al resto del gioco, che stonano un po’. Per il resto buone animazioni e ottimi design, compresi i nemici.

i suoni sono ben congeniati e rappresentano in modo adeguato tutte le parti del gioco; per quanto riguarda la colonna sonora c’è un accompagno piuttosto gradevole e in linea con il design visivo.

Il narratore ha una bella voce, che riesce a rappresentare bene la serietà delle situazioni che va a descrivere.

In conclusione

Children of Morta è un ottimo gioco da svariati punti di vista, che consiglio sia ai fan dei roguelike che ai fan degli RPG, in particolar modo ai fan di giochi in stile Diablo, ma anche a chi vorrebbe avvicinarsi al mondo del roguelike/roguelite ma ha paura delle meccaniche punitive della morte permanente.

Children of Morta

21,99€
7.9

TRAMA

7.0/10

GAMEPLAY

8.0/10

GRAFICA

8.0/10

COMPARTO TECNICO

8.5/10

RAPPORTO QUALITÀ / PREZZO

8.0/10

Pro

  • Trama semplice ma intrigante
  • Grafica in pixel-art ben dettagliata (paesaggi)
  • Personaggi con gameplay molto differente tra loro

Contro

  • Grafica dei personaggi troppo semplificata
  • Quantità di oggetti sostanzialmente inferiore rispetto agli altri roguelike