Compile Heart e Idea Factory, noti per aver pubblicato la famosa saga dei Neptunia, da qualche giorno hanno rilasciato prima su PS4 e tra qualche giorno su PC un titolo del tutto nuovo e con uno stile particolarmente dettagliato: Death End re;Quest. Le prime cose che lo differenziano dai titoli precedenti sono uno stile un pò più dark, ed una trama più seria rispetto ai Neptunia. Senza ulteriori indugi, scopriamo Death End re;Quest insieme in questa recensione.

Recensione - Death end re;Quest

Trama

Death End re;Quest tratta temi abbastanza maturi, come la morte, la consapevolezza della propria esistenza, l’importanza dei mondi digitali e la differenza sempre più sottile tra questi e quello reale. Inizieremo questa avventura nei panni di Shina, una ragazza che si risveglia in World’s Odyssey (W.O.D.) in piena amnesia, che gradualmente inizierà a ricordare il suo nome e il suo ruolo, convincendosi di appartenere al mondo all’interno del quale si ritrova, al pari degli altri NPC che incontrerà in quest’avventura.

Inoltre, attorno alla sua vita nota delle zampe di ragno, in maniera sempre molto in linea con quelle che sono le docili curve dei personaggi giapponesi. Quando non saremo nei panni di Shina, per l’altra metà del gioco saremo impegnati in una vera e propria visual novel che vi farà conoscere Arata Mizunashi, e la persona che si nasconde dietro Shina, Shina Ninomiya. Arata è un game developer che ha lavorato per W.O.D. e che è partito in missione per ritrovare il suo personaggio smarrito e risolvere il mistero legato al mondo virtuale.

Gameplay & Meccaniche

Il gameplay di Death End re;Quest si divide su due linee narrative, ma in una maniera assai più fluida di quanto si possa pensare: terminate le fasi introduttive, a parte determinati passaggi in cui non sarà possibile passare liberamente tra il mondo reale e quello virtuale, il giocatore potrà sempre scegliere in quale dei due muoversi, con tutto ciò che ne consegue. Nel mondo virtuale, il gioco si prospetta come un JRPG abbastanza canonico nelle caratteristiche ma dotato di un innovativo combat system, che porta in dote idee inedite e ne migliora altre prese da Hyperdimension Neptunia: parliamo di scontri turn based che avvengono a contatto con i nemici, sempre visibili a schermo, in arene separate, all’interno delle quali si ha totale libertà di movimento.

Ognuno dei personaggi del party può eseguire fino a tre azioni per turno, con la possibilità, in caso di triplo attacco, di usufruire anche di un effetto knockback, grazie al quale si scaglia il nemico colpito contro altri nemici o contro le pareti dell’arena, infliggendogli ulteriori danni. Invece, nel caso lo si direzioni verso un altro personaggio giocabile, questi gli infliggerà un attacco estremamente potente. Interessante anche la dinamica dei Field Bugs, errori di sistema che si aggirano sul campo di battaglia, che infliggono status alterati al contatto con i personaggi, come malus alle percentuali per colpire o una perdita progressiva di punti vita. In compenso, questi bug aumentano il livello di corruzione del personaggio con cui vengono a contatto, e quando uno dei personaggi raggiunge una soglia di almeno 80% di corruzione ha accesso ad una forma speciale, che permette attacchi devastanti e risolutivi.

Quando invece si sceglie di accedere al mondo reale, il gioco si trasforma istantaneamente in una visual novel in cui, pur non avendo diretto controllo dell’avatar, si può influenzare l’avanzamento della storia tramite scelte dialogiche in diversi punti. Molte delle diverse scelte, come da titolo, possono portare a delle “dead end”, vicoli ciechi che trasportano il giocatore alla schermata del game over, spesso con esiti peraltro decisamente cruenti.

Se le fasi da gioco di ruolo divertono soprattutto grazie alla varietà del succitato combat system, delle fasi di visual novel non si può dire certamente lo stesso. Per quanto la trama possa essere intrigante, insieme all’ottima caratterizzazione dei personaggi, i dialoghi e le sessioni di visual novel si protraggono per una quantità di tempo davvero massiccia. Fortunatamente possono essere saltati, però è davvero un peccato perché per molte persone potrebbe rovinare l’esperienza di gioco con delle “interminabili” sessioni di lettura dei dialoghi.

Comparto Tecnico & Audio

Dal punto di vista tecnico, non possiamo fare a meno di notare l’eccellente lavoro dietro a questo titolo, perché rappresenta forse il più ambizioso dei progetti portati a termine da Idea Factory e Compile Heart.

Le performance su PC si sono dimostrate davvero eccellenti, con texture, ombre effetti di luce davvero ben dettagliati, e il comparto audio spicca non solo per i doppiaggi in inglese e giapponese, ma anche da una colonna sonora vivace ed coinvolgente.

In conclusione

I fan affezionati alla serie di Neptunia sicuramente noteranno il passo in avanti che questa produzione segna, e sperano che tutte queste co-produzioni future tra Compile Heart e Idea Factory partano da questo tipo di valori produttivi.

Death end re;Quest

59,99€
6.5

TRAMA

7.0/10

GAMEPLAY

6.5/10

COMPARTO TECNICO

8.0/10

COMPARTO SONORO

8.0/10

RAPPORTO QUALITÀ / PREZZO

3.0/10

Pro

  • Trama eccellente
  • Combat System avvincente
  • Colonna sonora coinvolgente

Contro

  • Sezioni di Visual Novel eccessivamente lunghe